venerdì 21 marzo 2014

Torneo di calcetto 2013-2014: Cronaca calcistica del 20/03/2014

Ragazzi, la partita di oggi è stata sicuramente più entusiasmante e più vivace della precedente, anche se il risultato è rimasto più o meno lo stesso…
Le squadre che si sono affrontate oggi sono le seguenti: - Taraborelli, Sciarra, Corrado, Fusco, Rocca, Camerini - Pellegrini, Ceccacci, Forti, Ranaldi, Moro
La partita di oggi è stata ribattezzata dal sottoscritto come la partita “Ma che oh!”, in onore del grande Germano Mosconi, più volte citato durante il match. Avrei anche potuto battezzarla col nome di partita “Aristogatti”, dal momento che per tutta la durata della partita ho sentito un sottofondo musicale di una qualche sinfonia per pianoforte, ma mi sembrava un titolo troppo forzato.
La palla viene rilasciata e comincia la partita. Taraborelli “arranca” dietro alla palla, tentando di starle dietro, ma ha ancora le cartilagini troppo fredde (questa è bella, me la devo segnare…) per poter dare subito il meglio di sé. Tralatro Taraborelli prova a segnare più volte, ma prende PER TRE VOLTE il palo: qualcuno ha magnetizzato la palla! Anche Camerini esegue una spaccata perfetta che blocca un tiro di Pellegrini.
Grazie ad un assist di Taraborelli, Corrado riesce a segnare. Cominciamo subito con un 1-0. Taraborelli esegue poi tre gol: uno è riuscito solo perché Ceccacci si era momentaneamente distratto, l’altro è stato tutta farina del suo sacco (la “magia da distanza”) e l’altro ancora è stato un banalissimo gol. La situazione è già di 4-0. Seguono un altro gol di Corrado e un altro di Taraborelli che portano la partita a 6-0.
Moro lancia un urlo “alla Tarzan” per uno sforzo (risultato vano) di prendere al volo il pallone. È proprio vero che mi tocca assistere a tutto… Sciarra esorta Fusco ad essere più violento con gli avversari. Credo si chiami istigazione a delinquere… L’imperscrutabile bomber Corrado segna ancora. La situazione è di 7-0, e Rocca e Sciarra, forse per la gioia, fanno la cosa più intelligente che riescono a fare: continuano ad imitare Germano Mosconi. Poi Rocca, in seguito a un gol mancato, ci ricorda di avere i piedi storti. E chissene.
Taraborelli urla “Fallo!”, ma non mi sembra di averne visto nessuno. Forse qualcuno si era solamente calato i pantaloni (If you know what I mean). Mi scappano altre risate quando il pallone prende in pieno Moro sul mento e Fusco agli… agli amici di Maria (non fate domande, please).
Al secondo tempo la partita non prende pieghe diverse. Sciarra, vedendo che Forti gli si attacca addosso, si pone dei dubbi sull’orientamento sessuale di quest ultimo. Alla faccia della malignità… Pellegrini esegue una super-cannonata e riesce a fare gol. La situazione è di 7-1.
Forti tocca per errore la palla con le mani: rigore! Tocca a Sciarra eseguire il rigore e segna! La situazione è di 8-1. Sciarra aggiunge poi “Mo’ me bocciano alla maturità”. Ma speriamo pure di no, Federico… Anche Camerini esegue un gol, e per la felicità si mette a correre con la stessa grazia di una gazzella. E subito dopo segna di nuovo Taraborelli. La situazione è di 10-1.
Pellegrini, nel tentativo di acchiappare la palla, scivola e rotola lungo metà del campo. Anche Sciarra non è da meno: nel tentativo di dare un calcio alla palla, rischia di amputare una mano al povero Ranaldi. Camerini prova a tirare, ma l’unica cosa che riesce a fare è quella di dare un calcio all’aria. Neanche gli spazzacamini di Mary Poppins davano dei calci all’aria come questo… Però il nostro Camerini si riprende subito ed esegue due gol consecutivi. La situazione è di 12-1.
Moro prova a far cascare Corrado, ma non ci riesce. L’imperscrutabile però esige vendetta, e si vendica segnando. E subito dopo segna anche Rocca. La situazione è di 14-1.
Moro si mette a giocare a pallavolo. Col pallone da calcio. Ditemi voi… Sciarra, nel tentativo di parare, si accartoccia completamente sul pallone. Ma non gli conviene vantarsi troppo, perché poi anche Ceccacci vuole dire la sua, e lo fa segnando. La situazione è di 14-2. Tutti i giocatori della squadra di Taraborelli riescono quindi ad eseguire almeno un gol, perché l’ultimo gol è di Fusco. La partita si conclude così: 15-2.
I giocatori sono stati più dinamici, più convincenti e meno arrendevoli. Devo dire che questa partita mi è piaciuta di più rispetto alla precedente. Vediamo un po’ se anche la prossima sarà all’altezza delle mie (delle nostre) aspettative.
Alla prossima.

Alessio Caprara

Torneo di calcetto 2013-2014: Cronaca calcistica del 13/03/2014

Sinceramente la cronaca che segue non sarà una delle mie migliori (anzi, se mi permettete un giudizio più oggettivo che soggettivo, è una delle meno riuscite), forse perché mi sono sentito poco ispirato, pertanto vi chiedo anticipatamente mille scuse…
Ecco le squadre che si sono sfidate: - Bucciarelli, Pisciarelli, La Stella, Borlimi, Tomei, Refrigeri - Bacci, Amoroso, Pelucchini, Campagna
Ci tengo ad aggiungere, per dovere di cronaca più che per altro, che la squadra in minoranza numerica non chiede alcun tipo di aiuto, ma il Professore stabilisce che a turno un giocatore della squadra avversaria si metterà a difendere la loro porta.
Per cominciare la partita, Bucciarelli si mangia un panino. È normale che i calciatori assumano una determinata quantità di carboidrati e di proteine prima di impegnarsi in un’estenuante lotta. I giocatori però non sono molto dinamici, in effetti non hanno molta energia, ma hanno dato comunque il meglio di sé, e questo è un dato di fatto.
Il primo gol è proprio di Tomei, che segna dopo pochissimi minuti, eludendo le difese di Campagna. La situazione è di 1-0. Il secondo a segnare è Borlimi, al quale tralatro torna subito indietro la palla. La situazione è di 2-0.
Per tirarsi un po’ su di morale, la squadra avversaria gode di un gol eseguito da Pelucchini, il quale porta la situazione a 2-1. Dopodiché Pelucchini ci riprova, ma stavolta la palla non entra in porta.
Nel tentativo di acchiappare il pallone, Bucciarelli inciampa su se stesso. Chissà come abbia fatto… La gaffe non umilia a lungo il nostro eroico Bucciarelli, il quale segna subito dopo. La situazione passa a 3-1. Sebbene Bacci abbia provato a parare con tutte le sue forze, Borlimi riesce a segnare, e subito dopo anche La Stella riesce a segnare. I due hanno portato la situazione a 5-1. Bacci si riprende e riesce a segnare anche lui. Siamo a 5-2. Seguono poi tre gol di Borlimi, La Stella e Pisciarelli (da metà campo!) che guidano la partita a 8-2. Segue un assist di Bucciarelli che porta Pisciarelli a centrare in pieno la porta degli avversari. La situazione è di 9-2.
Bacci prova ad abbattere Bucciarelli schiantandocisi contro, ma questi si riprende subito e riesce a segnare. E subito dopo Tomei esegue l’ultimo gol della partita.
È così si conclude 11-2. La partita finisce così alla fine del primo tempo. Non è stata proprio la miglior partita della stagione, ma il coraggio di entrambe le squadre non è stato proprio da disprezzare. Ditemi voi cosa ne pensate…
Alla prossima.

Alessio Caprara

lunedì 3 marzo 2014

La notte degli Oscar 2014!


Amici ciceroniani, oggi lascio la mia professione part-time di cronista sportivo per riassumere il mio ruolo di cinefilo e critico cinematografico. La scorsa notte si è tenuta a Los Angeles l’86° cerimonia dei premi Oscar e io, da bravo cinefilo quale affermo di essere, me la sono voluta vedere tutta in diretta (approfittando del fatto che mio padre mi aveva concesso di utilizzare il suo computer). Quest’anno erano in corsa moltissimi film interessanti, e soprattutto eravamo in corsa noi italiani con il capolavoro di Paolo Sorrentino “La grande bellezza”.
Non vi voglio elencare tutti i nominati nelle varie categorie soprattutto per evitare di annoiarvi, pertanto vi dirò solamente quali erano i 9 film in lizza per ottenere il premio come miglior film: “American Hustle”, “Captain Phillips”, “Dallas Buyers Club”, “Gravity”, “Lei”, “Nebraska”, “Philomena”, “12 anni schiavo” e “The Wolf of Wall Street”. I film che avevano ottenuto più nomination (10) erano “American Hustle” e “Gravity”, seguiti da “12 anni schiavo” (9 nomination).
Molte star erano presenti alla cerimonia, oltre ai vari attori nominati: c’erano numerose leggende del cinema, come Kim Novak, Sidney Poitier, Robert De Niro, Penélope Cruz, Bill Murray, Harrison Ford, Kevin Spacey, Samuel L. Jackson, Kerry Washington (in dolce attesa), Christoph Waltz, Anne Hathaway e il grande Daniel Day-Lewis. Ma la vera star della serata è stata la presentatrice Ellen DeGeneres (noi la conosciamo come la voce originale di Dory di “Alla ricerca di Nemo”): una donna più frizzante di una bottiglia di coca-cola, un vero peperino.
Il primo premio della serata è stato quello per il miglior attore non protagonista, assegnato a Jared Leto dei 30 seconds to Mars per il film “Dallas Buyers Club”, ruolo per il quale ha perso parecchi chili e si è applicato sul volto almeno sedici strati di cerone… Questa non è stata proprio una sorpresa: i bookmaker clandestini lo davano come vincitore sicuro. Dopodiché sono stati assegnati i premi per i migliori costumi e il miglior trucco: il primo è andato a “Il grande Gatsby” e il secondo è andato a “Dallas Buyers Club”. Altro premio scontato è stato assegnato a “Frozen” come miglior film d’animazione, così come scontato è stato il premio a “Gravity” per i migliori effetti speciali.
Pharrell Williams ha eseguito “Happy” dal film “Cattivissimo me 2”, nominata all’Oscar come miglior canzone, coinvolgendo tutti gli artisti nel teatro. Tutti si sono messi a ballare e cantare insieme a lui, e, se non fosse che erano le 3 di notte, mi sarei messo a cantare anche io… Kevin Spacey ha ricordato i quattro artisti che quest’anno hanno ricevuto gli Oscar alla carriera: Angela Lansbury, Steve Martin, il costumista Piero Tosi e Angelina Jolie, quest’ultima premiata con l’Oscar umanitario alla carriera per i suoi impegni in campo umanitario nell’UNHCR.
Alla fine tocca a noi, all’Italia: “La grande bellezza” vince il premio come miglior film straniero, dopo 15 anni che non vincevamo, da quando Benigni sfondò agli Oscar con “La vita è bella”. Paolo Sorrentino, salito sul palco per ritirare il premio, ringrazia i suoi artisti ispiratori: Federico Fellini, Martin Scorsese e Diego Armando Maradona… Ok, questo mi ha leggermente stupito… “Gravity” si aggiudica nel giro di pochi minuti i premi per il miglior sonoro e per il miglior montaggio sonoro. E subito dopo, tocca alla miglior attrice non protagonista: quest’anno ha vinto la bravissima Lupita Nyong’o per il film “12 anni schiavo”, un premio davvero meritato per un ruolo veramente complesso.
La cosa più divertente della serata è stata quando la presentatrice Ellen DeGeneres ha ordinato della pizza per tutti gli spettatori, arrivando pure a servirla a tutti (coadiuvata da Brad Pitt e da Tyler Perry) e si è fatta un selfie con Meryl Streep, Jennifer Lawrence, Brad Pitt, Angelina Jolie, Kevin Spacey, Jared Leto, Bradley Cooper e Julia Roberts. Guardate la foto sul web perché è davvero la figata più divertente che io abbia mai visto! Karen O ha poi eseguito “The Moon Song” dal film “Lei”, nominata anche questa all’Oscar come miglior canzone, veramente commovente e romantica…
Un’altra cosa molto carina è stato il tributo di Whoopi Goldberg a “Via col vento”, capolavoro del cinema mondiale, in occasione del suo 75° anniversario. E bravissima è stata P!nk ad eseguire la meravigliosa “Somewhere Over the Rainbow”, canzone che si aggiudicò l’Oscar nel lontano 1939.
“Gravity” fa poi manbassa di premi tecnici, aggiudicandosi anche il premio per la fotografia e per il montaggio, e “Il grande Gatsby” si è portato a casa anche il premio per la scenografia.
Il punto più commovente della serata è stato il tributo di Glenn Close e Bette Midler a tutti gli artisti che ci hanno lasciato nell’ultimo anno: Peter O’Toole, Philip Seymour Hoffman, Joan Fontaine, James Gandolfini, Shirley Temple, Maximilian Schell (che mi sono pure giocato al Fantamorto, mannaggia a me!), Harol Ramis, Paul Walker, Karen Black e altri. La cosa triste è stata però l’omissione (forse solamente nella diretta televisiva) di alcuni importanti nomi del cinema italiano, anche loro deceduti nell’ultimo anno, come Vincenzo Cerami, Carlo Lizzani o Luigi Magni.
Gli U2 eseguono “Ordinary Love” dal film “Mandela – Long Walk to Freedom”, nominata all’Oscar e da me considerata la favorita per questo premio. “Gravity” si becca pure il premio per la colonna sonora, e a questo punto potete immaginarvi la mia sorpresa: sta veramente vincendo tutto… L’ultima canzone nominata all’Oscar a essere eseguita è “Let It Go” da “Frozen”, eseguita da Idina Menzel. Io ero tutto convinto che avrebbero vinto gli U2, quindi potete immaginare la mia sorpresa (e anche il mio shock) quando proprio “Let It Go” ha vinto l’Oscar come miglior canzone. Vabbé…
Arriva il momento degli Oscar più importanti, cominciando con i premi per la sceneggiatura. “12 anni schiavo” vince il premio per la sceneggiatura non originale, e “Lei” vince quello per la sceneggiatura originale. Alfonso Cuarón vince il premio come miglior regista per “Gravity”. Così diventa il film ad aver vinto più Oscar durante questa serata (ben 7 Oscar!).
È scontata la vittoria da parte di Cate Blanchett come miglior attrice protagonista per “Blue Jasmine” di Woody Allen, perfetta nella parte di una donna alcolizzata, che rasenta veramente la follia. Sinceramente io facevo il tifo proprio per lei… Come miglior attore facevo il tifo per Leonardo DiCaprio in “The Wolf of Wall Street”, quindi potrete ben capire la mia leggerissima (e ripeto, è solo leggerissima) delusione, quando è stato Matthew McConaughey a vincere l’Oscar come miglior attore protagonista per “Dallas Buyers Club”. In effetti, non è stato affatto cattivo come attore: ha perso anche lui decine di chili per interpretare al meglio il suo ruolo di un cowboy malato di AIDS. La cosa che mi rende più felice è l’aver visto McConaughey abbracciare DiCaprio prima di salire a ritirare il premio. Nulla di più bello che vedere due colleghi, due amici manifestare il proprio affetto in circostanze simili…
E infine, arriva Will Smith a presentare il premio come miglior film a “12 anni schiavo”, assegnando gli Oscar ai produttori del film, tra cui Brad Pitt (che vi ha anche recitato) e Steve McQueen (anche regista del film).
Nessun premio per “American Hustle”, “Nebraska”, “Philomena”, “Captain Phillips” e per “The Wolf of Wall Street”, ma non è il caso di parlare dei grandi esclusi, anche perché vi sono molti elementi della serata ad avermi colpito: le coreografie dei numeri musicali, la contagiosa comicità e le battutine rapide di Ellen DeGeneres (per esempio dice a Jonah Hill <<Tu hai mostrato in “The Wolf of Wall Street” qualcosa che non vedo da qualche anno…>>, alludendo ai suoi genitali, per poi andargli vicino e dirgli <<No, no, non lo voglio vedere!>>), la soddisfazione di vedere l’Italia vincere l’Oscar dopo 15 anni.
La cerimonia finisce alle 6 del mattino (ora italiana) e per me, giunge finalmente l’ora di dormire. Quindi, buonanotte (o buongiorno? Vabbé, fate voi) a tutti quelli che, cercando qualche notizia o qualche informazione su film e cinema, si vogliono rivolgere a me (ogni riferimento al professor Gugliotta è puramente casuale).
Alla prossima!


Alessio Caprara

mercoledì 22 gennaio 2014

Torneo di calcetto 2013-2014: Cronaca calcistica del 21/01/14

Ragazzi, anche oggi le sorprese non si sono fatte aspettare! Tra uno scontro e un altro, mi sembrava di assistere alla partita di calcio di “Pomi d’ottone e manici di scopa”…

Il derby di oggi, perché di derby si tratta, è stato disputato tra queste due squadre: - Oddi, Taraborelli, Pietrangeli, Ramogida, Bertozzi; - Bucciarelli, Pisciarelli, Refrigeri, Tomei, La Stella.

La partita inizia 4 contro 4 (causa assenza momentanea del giocatore Tomei). La Stella si impossessa del pallone, e abbiamo già visto che quando La Stella gioca diventa pericoloso. Prova a segnare, ma manca di poco la porta. In compenso la palla finisce sopra la rete che delimita il perimetro del campo e, per recuperarla, La Stella si mette ad arrampicarsi. Neanche l’Uomo Ragno faceva acrobazie come queste…

Bucciarelli fa qualcosa (e non ho neanche capito bene che cosa) che, secondo il parere di Taraborelli, non avrebbe dovuto fare neanche allo stadio “8 settembre”. La Stella tira un calcio potentissimo al pallone, al punto che Oddi, per evitare di essere colpito al menisco, salta sopra alla palla. Sicuramente, se fossero state le Olimpiadi, questa acrobazia gli sarebbe valsa qualche punto… Refrigeri e Pisciarelli si accaniscono sulla porta avversaria, ma Bertozzi, Pietrangeli e Ramogida riescono a difenderla con le unghie e con i denti. Beh, veramente la difendono con salti e scivoloni.

Finalmente Tomei riesce ad arrivare. Così la partita può proseguire 5 contro 5. Tomei inizia a correre dietro la palla, con la faccia di uno che ha paura di ferire il pallone, mentre La Stella si fa avanti per il campo a suon di spallate (alla palla, beninteso). Tomei, clamorosamente, non riesce a segnare A PORTA SCOPERTA! E per infierire ulteriormente, Taraborelli “spara” (si può proprio dire che abbia fatto così) la palla ai genitali di Tomei. Adesso l’oratorio può arruolarlo come voce bianca… Pietrangeli riesce a difendere la sua porta per ben 2 volte. Lo chiamano la “saracinesca dello Scarsenal”, ci sarà pure un motivo. E alla fine, grazie ad una triangolazione (boh?) di Oddi, Taraborelli riesce a segnare. Lo chiamano “Bomber”, ci sarà un motivo pure per questo. La situazione è di 1-0. Non passano pochi minuti che Taraborelli riesce di nuovo a segnare. La situazione è di 2-0.

Bertozzi riesce a far cascare Tomei e Refrigeri. E questa è una delle partite più corrette che ha giocato. La palla continua ad andare avanti e indietro, tant’è che Ramogida fa notare che sembra una partita di ping-pong. Ma alla fine, Taraborelli segna di nuovo! Il sottoscritto, il Professore e il mio predecessore Andrea Cristiano non riusciamo proprio a crederci. La situazione è di 3-0. E dopo pochi secondi, anche Ramogida segna (con assist di Taraborelli). Ramogida afferma che prima di aver giocato, aveva mangiato pasta col salmone (e io invece stavo morendo di fame), e che quindi “è il salmone che gioca!”. La situazione è di 4-0. Pisciarelli si mostra indeciso: non sa a chi dare la palla. Bertozzi e Tomei si scontrano frontalmente, ma lo fanno così forte che si sarà spezzata qualche costola. Ragazzi, non siete mica Adamo: le costole vi servono ancora! Il Professore fischia la fine del primo tempo. E già qualcuno si fa sentire: “Non ci riconosciamo, oggi!” (Bucciarelli) “Sembrano tutti dei piccolo Neymar…” (Ramogida) “Un bacio a mamma!” (Pietrangeli)

Inizia il secondo tempo. Refrigeri riesce a parare la palla per ben due volte: la prima volta con le ginocchia, la seconda volta con il petto. Assisto ad un altro scontro frontale, stavolta tra Ramogida e La Stella. E credo di aver pure sentito qualche osso spezzarsi… Tomei riesce a segnare. La situazione è di 4-1.

Bucciarelli calcia la palla così forte che la manda in caserma. Oddi riesce a parare il pallone con le chiappe (quando si dice “avere culo”…). Ma le sue difese vengono subito eluse, e nel giro di pochi minuti, Refrigeri, Tomei e Bucciarelli riescono a segnare, mandando in automatico la situazione a 4-4!

Bertozzi, preso da un attacco d’ira, “spara” la palla al petto di Tomei, il quale si accascia al suolo con un grugnito sinistro. Ha corso il serio rischio di un blocco cardio-circolatorio, mi dice il Prof. La Stella riesce a segnare (ve l’ho detto che quello è pericoloso), ma subito dopo anche Taraborelli riesce a mandare la palla in porta. La situazione è di 5-5.

Bucciarelli, a 10 cm dalla porta, sbaglia completamente la mira. Che peccato. La Stella prova a segnare con un tiro di testa (a porta vuota, tralaltro), ma anche lui sbaglia completamente la mira. Pietrangeli riesce a segnare, dimostrandosi un bravo portiere e anche un bravo attaccante. La situazione è di 6-5. Fallo di Bertozzi a Tomei, che deve quindi fare un calcio di rigore, calcio che, ohimé, fallisce. A pochi secondi dalla fine, Refrigeri segna. La situazione è di 6-6.

Essendo finita in pareggio, tocca fare i calci di rigore. Si alternano nell’ordine un giocatore di una squadra e uno dell’altra. Dopo 17 tiri parati (non riuscivo a credere ai miei occhi!), Tomei alla fine riesce a segnare. La partita quindi finisce così: 7-6.

Dài, che anche oggi i giocatori, tutti i giocatori, si sono fatti valere. Forse pure troppo: Bucciarelli era ricoperto di sangue sulla divisa (finalmente si è messo addosso qualcosa di ROSSO!).

Anche oggi il mio lavoro è finito. Ma ricordatevi sempre che, salvo impedimento permanente causato da serie malattie, io sarò sempre disponibile per commentare un’altra partita. Alla prossima!


Alessio Caprara

giovedì 16 gennaio 2014

Torneo di calcetto 2013-2014: Cronaca calcistica del 16/01/14

Ve lo dico io, ragazzi. La partita di oggi mi ha veramente lasciato di stucco, soprattutto alla fine. Anche stavolta i giocatori sono agguerriti (anche se non ho ben capito perché quasi tutti indossavano dei calzoncini fluorescenti, manco avessero giocato al buio), il cronista è pronto con la penna in mano e, quando il professore dà inizio alla partita, ognuno dà il meglio di sé.
Le squadre presenti in campo oggi erano: - Rocchi, Sparagna, Giampietro, Terranera, Tentorio, Vincenzi - Bucciarelli, Pisciarelli, La Stella, Tomei, Borlimi, Refrigeri
Tralaltro la giornata comincia pure in modo comico, dal momento che Giampietro si fa fotografare in mutande mentre si prepara per giocare.
Appena inizia la partita, Vincenzi prova a segnare, ma il suo tiro è troppo alto. Tanto alto che a momenti abbatte qualche piccione. Vincenzi ci riprova, ma Pisciarelli gli fa uno sgambetto. Tomei recupera il pallone, approfittando della distrazione di Vincenzi, ma nel tentativo di far entrare la palla in porta, la tira dritta dritta verso la testa del Prof, correndo il serio rischio di decapitarlo. Tomei ci prova ancora, ma il pallone va a colpire per errore la nuca di Borlimi. Nonostante il duro colpo che gli avrà sicuramente reciso l’ipotalamo, Borlimi, grazie anche ad un assist di Bucciarelli, riesce a segnare. La situazione è già 1-0.
Sparagna, furioso per il gol subìto, prova dal canto suo a segnare, ma La Stella riesce a parare. Ve lo dico io, ragazzi: La Stella le parerà davvero tutte! Tomei recupera il pallone, ma Vincenzi riesce a rubarglielo proprio da sotto il naso, e non è che Tomei abbia un naso piccolo, quindi… Il pallone va fuori campo e, prima di farcelo tornare, Bucciarelli comincia a palleggiare come se stesse giocando a basket. Non fate quelle facce, ragazzi: sono confuso proprio come lo siete voi! Ma Bucciarelli ci dà dentro con gli assist e, grazie a uno di questi, Refrigeri riesce a segnare. La situazione è di 2-0.
Anche Tomei prova a segnare, ma Giampietro riesce a bloccarlo per il rotto della cuffia (non ho mai capito perché si dica così…). Giampietro fa un tiro meraviglioso, ma nonostante questo, Refrigeri riesce comunque a pararlo. Da quello che mi dice il Prof., il povero Vincenzi subisce un fallo da parte di Tomei e La Stella, che lo spiaccicano dai lati a mo’ di panino alla mortadella (sia chiaro, Vincenzi è la mortadella). Stavolta, però, è Rocchi che riesce a segnare, portando la situazione a 2-1.
Pisciarelli, nel tentativo di recuperare la palla, poggia la gamba sulla spalla di Vincenzi (secondo il Prof., si tratta di un abbraccio popliteo. Ma vedi te…). Tentorio non fa altro che scivolare. Ogni volta che prova a prendere la palla scivola. E io sono arrivato alla conclusione che la causa di tutto quanto sono gli sputi dei giocatori sull’erba finta.
Non passano pochi minuti, che anche La Stella riesce a segnare. La situazione è di 3-1. La Stella, accecato dal successo, si distrae, e Sparagna ne approfitta, e, dopo aver attraversato il campo a colpi di testa, riesce a segnare. La situazione è di 3-2. Grazie a un assist di Vincenzi, Giampietro riesce miracolosamente a segnare. La situazione è di 3-3.
Anche Tomei prova a segnare e ci riesce: il povero Terranera non riesce a bloccarlo per un pelo. Questa sì che è sfiga. La situazione è di 4-3.
Il Prof. segna la fine del primo tempo, e già qualcuno mi lascia qualche dichiarazione: “Bellissimo il gol di Giampietro!” (Germana Lucci) “Dedico il mio gol ad Alice.” (Rocchi)
La partita riprende. Per almeno un’ora la palla va avanti e indietro per il campo, e il vostro affezionatissimo maestro comincia veramente a rompersi le balle… Tentorio prova a segnare, ma manca la porta per mezzo millimetro, poi prova un tiro di testa, ma la palla non va nella direzione giusta, e finisce fuori campo. E dopo un po’, assisto ad una serie di scontri frontali, prima tra Rocchi e Tomei, poi tra Refrigeri e Vincenzi. Scontri veramente dolorosi… Borlimi prova a segnare, ma Tentorio (scivolando come sempre) riesce a farlo fallire. Dopo un po’ Borlimi cade (possibile colpa di Vincenzi?) e rotola per terra. Tomei riesce a respingere 4 palle in 10 secondi netti. E tutte quelle che non riesce a bloccare lui, tanto le ha parate La Stella, quindi… Però a furia di bloccare palle con i polpacci e con le chiappe verrano fuori certi lividi… Non sono un medico, ma posso assicurare che questa è una cosa molto dolorosa.
Sparagna recupera il pallone e viene inseguito per tutto il campo da tutta la squadra avversaria. Corre rapido come un pipistrello con dei problemi di aerofagia, e riesce a segnare. La situazione è di 4-4. Terranera si fa valere in porta, riuscendo a parare ben 3 tiri. Addirittura si accartoccia sul pallone in modo da non farlo prendere da nessuno. Non so dire se sia stato più furbo o intelligente, ma limitiamoci a dire che è stato una via di mezzo… Non passano pochi minuti che Sparagna riesce a segnare di nuovo, portando la situazione a 5-4. E poco dopo anche Tentorio riesce a segnare, portando la situazione a 6-4. Hanno veramente recuperato questi ragazzi, ed è proprio questo quello che mi ha sorpreso. A pochi secondi dalla fine hanno fatto 3 gol che hanno capovolto la situazione. Ed è così che finisce la partita. Nessuno se la prenda a male: hanno tutti giocato bene (per quello che riesco a capire di calcio…).
E anche stavolta vado ramingo a raccogliere qualche dichiarazione: “È la prova che Taraborelli e Giammarioli non possono intimorire nessuno, e dalla prossima settimana ci prepariamo al derby col Touschek!” (Sparagna) “Sì, sì, vincerà! Major Rally vincerà!” (Rocchi)
La partita si conclude e il mio autobus non si fa aspettare. Anche stavolta devo tornare a casa, ma ogni volta che ci sarà una partita da commentare, io sarò sempre là. Alla prossima!

Alessio Caprara

venerdì 10 gennaio 2014

Torneo di calcetto 2013-2014: Cronaca calcistica del 09/01/2014

      Alessio Caprara
    • Carissimi, vi siete ripresi dalle ferie natalizie? Io no, e ne sto ancora soffrendo. Ma, nonostante il dolore lancinante causato dal trauma del ritorno a scuola, io sono sempre qua. Sempre presente se c’è una partita da commentare. È da un po’ che non scrivo, quindi sono un po’ arrugginito. Riprendere a scrivere non mi farà male.
      Se posso esprimere un mio modestissimo parere, quella di oggi è stata una partita un po’ monotona, ma in fondo io non sono affatto un esperto di calcio, pertanto posso anche sbagliare… Sicuramente non sbaglio quando affermo che le due squadre di oggi erano cazzute ed agguerrite.
      - Giammarioli, Delladio, Magretti, Sabatini, D’Avenia - Colonnetti, Falanga, Sacchetti, Ceccacci, Verticchio (New Entry!)
      La palla fa una vita peggiore della mia: la amano tutti, eppure la prendono sempre a calci. Il primo a dimenarsi per il campo con la palla è la new entry Verticchio, che, forse a causa dell’entusiasmo da novellino, prova a segnare, ma fallisce per pochissimi millimetri.
      L’altra squadra prova a farsi valere, e Magretti recupera al volo il pallone davanti alla porta avversaria, e riesce a segnare a 10 centimetri (misurati personalmente dal sottoscritto) dalla porta. La situazione è di 1-0.
      La cosa non va giù a Colonnetti, che colto da un attacco isterico d’ira, recupera il pallone e, dopo aver corso rapido come Willy il Coyote, segna a 11 centimetri (sempre misurati dal sottoscritto) dalla porta avversaria. La situazione è di 1-1.
      La palla torna in campo e continua ad andare avanti e indietro con una serie di gaffe da parte dei giocatori. D’Avenia e Verticchio si sgambettano a vicenda nel tentativo di recuperare la palla. Il pallone finisce tra i piedi di Magretti, che viene circondato, ma riesce comunque a far “sguisciare” (non credo che sia un neologismo) la palla via dai piedi degli avversari.
      Sacchetti insegue la palla, chiedendole addirittura di rallentare. Avete letto bene, amici: Sacchetti chiede alla palla di rallentare. E poi mi dicono che il mio è un lavoro noioso… Il vero successo è di Colonnetti, che riesce a segnare con una doppietta (è un termine calcistico, non una pistola!) ben mirata. La situazione è di 2-1. Colonnetti viene subito messo in porta, e riesce a parare di tutto e di più, pure con l’inguine. Penso che così facendo verrà reclutato presto dall’oratorio come voce bianca…
      D’Avenia tira, ma per poco non colpisce il polpaccio sinistro del sottoscritto. La gente mi ama, ma prova in ogni modo a farmi la pelle. La palla viene passata a Sabatini, il quale comincia a ballarci attorno. Ciccio, guarda che quella è una palla, non un totem. E tu sei un calciatore, non un apache!
      Dopo pochi secondi, Giammarioli e Falanga inseguono rapidi come schegge la palla, ma si scontrano frontalmente. Ragazzi, neanche a Coney Island ho visto degli scontri così violenti. Magretti viene messo in porta e riesce a parare, ma l’impatto con la palla lo scaglia per terra, manco fosse stato preso da un colpo di fucile.
      Sempre parlando di artiglieria, Sabatini esegue una vera e propria cannonata che riesce a mandare la palla in porta per un pelo di proboscide di elefante. La situazione è di 2-2.
      Da quello che mi pare di capire, Sacchetti deve eseguire un rigore. Ma il rigore fallisce clamorosamente. La palla viene passata a Ceccacci, che riesce a segnare. Il brutto è che Delladio, in porta, si fa sfuggire la palla, manco fosse invisibile. Che sfiga, ragazzi. La situazione è di 3-2. Subito dopo anche Sacchetti riesce a segnare. La situazione passa così a 4-2.
      Sacchetti prova a fare un assist a Ceccacci, ma manda la palla fuori campo. Ma non passano pochi secondi, che anche Colonnetti riesce a segnare. Troppi gol in troppo poco tempo, io non posso scrivere così velocemente senza l’appoggio di una scrivania. La situazione è di 5-2.
      Giammarioli prova a recuperare la palla, ma scivola di lato uscendo fuori dal campo. Il bello è che non ha detto una bestemmia. È stato veramente stoico. Tuttavia mi viene proprio l’impressione di stare a Coney Island, dal momento che assisto ad un altro scontro frontale tra Falanga e Magretti. Inoltre mi è parso di sentire un osso che si spezza, e mi si gela, letteralmente, il sangue nelle vene. Sabatini ci riprova e riesce di nuovo a segnare. La situazione è di 5-3.
      Falanga prova di nuovo a segnare tirando da lontano, ma D’Avenia riesce comunque a parare. La palla continua di andare avanti e indietro per il campo. Personalmente mi viene da pensare che questa non è una partita di calcio, ma un torneo di ping-pong…
      Grazie al cielo il Professore annuncia la fine del primo tempo. E io comincio a raccogliere qualche piccola “intervista”: “Gli stiamo a rompe’ er culo!” (Verticchio)
      - Colonnetti, mi dica la prima cosa che le viene in mente. - Mh… Clessidra. (Esortazione al carpe diem di Colonnetti)
      La partita riprende e ripartono subito gli scontri tra giocatori. Verticchio prova a segnare, ma, marcato da tutte le parti da Giammarioli, manca di poco la porta. Verticchio ci riprova, ma sbaglia di nuovo. Signori miei, la sfiga è sfiga. Ed è AGGHIACCIANTE!
      D’Avenia comincia a correre dietro alla palla con la lingua di fuori e alla fine si appende alla recinzione dello stadio come una scimmia. Dice poi: “Me state a fa’ corre’ solo io!” Ora io non sono un insegnante, ma credo proprio che, dal punto di vista grammaticale, la frase sia completamente errata. Subito dopo Sacchetti recupera il pallone e segna di nuovo. La situazione è di 6-3. Dopo poco Sacchetti ci riprova, ma Giammarioli para con una pericolossissima scivolata in avanti. Credo proprio che si debba chiedere alla manutenzione di provvedere ad asciugare il campo prima di ogni partita.
      “Te devi abbraccià il 71!”. Con questa frase, Giammarioli esorta Delladio ad “abbracciare” Ceccacci. E Delladio lo prende alla lettera: abbraccia Ceccacci. L’affetto è sempre affetto, amici. Verticchio, nel tentativo di recuperare il pallone, a momenti decapita Delladio con un calcio. E subito dopo riesce a segnare. La situazione è di 7-3.
      La gaffe della giornata appartiene di diritto a Magretti, che fa autogol. FUCILATELO! ARRESTATELO! MANDATELO SULLA SEDIA ELETTRICA! … Scusate la digressione. La situazione è di 8-3.
      Magretti prova a riscattarsi, ma manca la porta per un pelo. La palla finisce tra i piedi di Ceccacci, che riesce a segnare. Hai capito il piccoletto! La situazione è di 9-3. Ma anche al grande Giammarioli spetta un minuto di gloria: stavolta è lui quello che segna. La situazione è di 9-4. Un’altra gaffe per Delladio, che si fa sfuggire il tiro di Sacchetti sotto i suoi stessi piedi. La situazione è di 10-4.
      Colonnetti riesce a parare un tiro con il petto. Di solito si dice di finire in petto a Cristo, stavolta la palla è finita in petto a Colonnetti… D’Avenia, fisicamente stufo di correre come un ossesso, riesce di nuovo a segnare. La situazione è di 10-5.
      Sacchetti prova a recuperare il pallone, ma scivola anche lui (aridaje!) sul prato finto. In compenso esegue una spaccata strepitosa. Nemmeno agli spettacoli di danza classica ho visto spaccate così. Dal momento che non ho mai assistito a uno spettacolo di danza classica…
      Giammarioli tira, ma la palla va talmente in alto da finire dritta dritta in caserma. I carabinieri non avranno gradito. Dopo aver recuperato il pallone, alla fine riesce a segnare. La situazione è di 10-6. Dopo pochi secondi, Sacchetti riesce a segnare. Il guaio è che Ceccacci si arrabbia perché voleva essere lui a segnare. La situazione è di 11-6.
      La palla viene continuamente contesa dalla due squadre, scivolando lungo tutto il campo. Proprio mentre sto per assopirmi, D’Avenia subisce un fallo (almeno così mi dicono) e deve eseguire un rigore. Il rigore fallisce.
      Ora, manco fosse un capocannoniere, Ceccacci fa tre gol di seguito, in barba a tutti i giocatori della squadra avversaria. Credo che stavolta a Giammarioli sia scappata una bestemmia; sicuramente l’ho sentito dire qualcosa riguardo a tagliare i piedi a qualcuno. Boh! Tenete conto comunque che io ho seri problemi di udito.
      E la situazione finisce così. Drasticamente così, incredibilmente così, miracolosamente così, surrealmente così. 14-6.
      E anche stavolta raccolgo qualche dichiarazione: “Glie avemo rotto er culo!” (Verticchio) “In Delladio We Trust.” (Colonnetti)
      Amici cari, come sempre finisce così, si chiude così, si conclude così quest’ultima cronaca del maestro. Ma ricordate: dove c’è una partita, troverete sempre i giocatori, il grande Prof. Giovannotti, e il cronista. E per questo anno, il cronista sarò io! Alla prossima!

martedì 31 dicembre 2013

Cicerone - "Un'occupazione alternativa"

Da fine settembre come anche negli anni passati, nei Castelli Romani e non solo, si è risvegliata la "primavera studentesca". Come di consueto il Liceo classico e linguistico Marco Tullio Cicerone ha provato a farsi sentire insieme ad altre scuole dei Castelli proponendo contro questa politica di continui tagli all'istruzione alla sanità, di sperpero del denaro pubblico, un'occupazione alternativa e, finalmente, ci è riuscito.


Noi studenti del Liceo Cicerone abbiamo riposto un'ultima speranza in questo atto cercando di farci sentire una volta per tutte dal governo italiano.
La mattina del 4 dicembre verso le ore 6.00, dopo aver svolto un sondaggio secondo il quale più della metà della scuola era favorevole a questa forma di protesta, una cinquantina di studenti si sono recati e barricati a scuola dando vita ad una vera e propria occupazione "alternativa" (così definita da una ragazza da noi intervistata). 
Ma perchè questo appellativo?
A noi piace definirla in questo modo perchè abbiamo creato un'autogestione dentro l'occupazione. Infatti un'assemblea si è riunita durante l'occupazione e tutti insieme hanno deciso di creare corsi, cineforum e progetti da fare durante il tempo trascorso nella scuola.
Ogni studente era occupato a fare qualcosa: c'era chi leggeva poesie, c'era chi dipingeva le ringhiere, c'era chi scartavetrava i muri e c'era anche chi proponeva film e cercava in tutti i modi di far partire e funzionare il videoproiettore. 

Nei giorni a seguire il numero degli occupanti è salito a 220 studenti tra favorevoli e non a questa forma di protesta. Durante uno dei giorni d'occupazione è emerso che molti studenti che avevano votato contro l'occupazione, si sono comunque recati a scuola a sostenere i compagni e ad aiutarli a cambiare la nostra scuola e fare una vera e propria autogestione dentro l'occupazione.
Noi Ciceroniani occupanti consideriamo questo come un mezzo di protesta più visibile e forte, anche se illegale. Ogni singolo studente ha riflettuto sui problemi esistenti prima di prendere la propria decisione. I problemi sono molteplici e ve ne sono alcuni che valgono per tutte le scuole. Un problema comune è quello dei continui tagli che il governo fa alla scuola penalizzandola. Togliendo fondi alla scuola, essa non può continuare. Ogni scuola ha bisogno di laboratori, strumenti di studio e servizi, ma senza un fondo non è possibile avere e realizzare nulla. La protesta riguarda anche il futuro lavorativo di noi studenti che è messo a rischio da una classe dirigente distratta e disattenta alla nostra battaglia: così la ribellione investe anche la precarietà, la disoccupazione e gli stage non pagati. Il nostro futuro è anche messo a rischio dai tagli che questa classe fa alle università non dando così a molti studenti la possibilità di laurearsi e di frequentare le varie facoltà aumentando inoltre, la tassa di pagamento mettendo in difficoltà molte famiglie che a fatica riescono a mandare i propri figli all'università. Così facendo l'università italiana avrà molti meno iscritti e ci sarà un grande calo di laureati.
In molteplici slogan è presente la parola "futuro" che noi ragazzi leggiamo con grande incertezza. L'incertezza data dai numeri della disoccupazione giovanile che in appena dieci anni è quasi raddoppiata, gli studenti chiedono alle istituzioni anche borse di studio universitarie per tutti coloro che ne abbiano diritto  -  e non solo per il 66%  -  affitti meno cari per gli studenti fuorisede e l'abolizione del cosiddetto accesso programmato: il numero chiuso. Ma anche una politica che limiti le spese per i libri di testo alla scuola superiore, dove i primi due anni sono ormai obbligatori, e più fondi per gli istituti scolastici, balzando dal 23 al 41,2%.
Ma purtroppo i problemi non finiscono qui. Molti problemi dentro la nostra scuola ci hanno spinto ancor di più ad occupare: muri a pezzi, fili elettrici penzolanti, sedie rotte, finestre non sicure, mattonelle sul pavimento rialzate e rotte, e un problema di cui siamo venuti a conoscenza da poco è l'allarme antincendio attivato quando la scuola è vuota e disattivato quando la scuola è piena di studenti. La nostra palestra inoltre è stata inagibile per mesi e mesi a causa di delle finestre rotte e noi Ciceroniani abbiamo detto finalmente: basta.
Basta a stare tra fili elettrici penzolanti, laboratori inesistenti e inutili per il poco e inesistente materiale, basta anche a banchi rotti, finestre non sicure, rotte e polvere dappertutto.  Vogliamo una scuola nuova, una scuola sicura, senza problemi. Dobbiamo stare bene nella nostra seconda casa e noi studenti non stiamo affatto bene. 
      "Difendere i propri diritti non è una perdita di tempo." 
Questo è il nostro slogan e lo porteremo avanti finchè avremo forza e voce, perchè noi non ci arrendiamo e non ci arrenderemo. 


Veronica Da Dalt

giovedì 26 dicembre 2013

C'è sempre il sole a Philadelphia - Come riflettere attraverso venti minuti di pura comicità

Quante volte non abbiamo compreso dove sia il limite per passare dal rispetto al moralismo, al perbenismo, o al contrario dalla battuta all’insulto? Tre ragazzi, attori più o meno affermati, ma soprattutto meno, nel 2005 hanno colto nel segno e hanno realizzato con una spesa pari a 85 dollari l’episodio pilota di quella che sarebbe diventata la serie più dissacrante di tutti i tempi. Questi tre ragazzi, scrittori e co-produttori esecutivi della serie, si chiamano Charlie Day, Glenn Howerton e Rob McElhenney e insieme a Kaitlin Olson e al ben più noto Danny De Vito, aggiuntosi alla squadra a partire dalla seconda stagione, interpretano i proprietari e i lavoratori del Paddy’s Pub di Philadelphia nella serie intitolata C’è sempre il sole a Philadelphia (titolo originale: It’s always sunny in Philadelphia). Charlie, Dennis, Mac, Deandra, detta Dee, e Frank, i protagonisti, rappresentano la vera lower class americana, che nel nostro Belpaese ha trovato molto terreno fertile. Proprietari, tranne Deandra, esclusa in quanto donna, di una bettola nella periferia di una città di medio-alta grandezza, simbolo di come gli avvenimenti raccontati possano accadere in qualsiasi antro del mondo occidentale, non riescono ad arrivare a fine mese con i soli introiti della locanda e non si preoccupano di rimboccarsi le maniche e di rimettere in sesto il bar, ma cercano di guadagnare soldi per vie sempre al confine tra il legale e l’illegale, spesso anche aldilà di questo limite. Unica eccezione è Frank, che per cinquant’anni ha accumulato denaro su denaro con mezzi illeciti o, quantomeno discutibili, ma che decide di unirsi alla gang (così viene definito il gruppo all’interno della serie) e di imitarne i componenti in tutto e per tutto, a partire dall’abitazione: divide infatti uno squallido monolocale con Charlie.
L’incredibile ricchezza di Frank arriva spesso, come un deus ex machina, a risolvere il nodo comico per lo spettatore, tragico per i personaggi, trascinando fuori dai guai economici la gang. Altra ancora di salvezza per la gang è Matthew “Gamba di Legno”, o, secondo l’appellativo in lingua originale, che spesso ritorna anche negli episodi in italiano, “Rickety Cricket”, prete, laureato in teologia, convinto da Deandra, di cui è sempre stato innamorato, a lasciare il sacerdozio per lei, ma da lì sprofonda in una spirale di disperazione, scendendo di un gradino ogni volta che incontra la gang: i cinque ragazzi non si fanno scrupoli nello scaricare su di lui tutti i compiti ingiuriosi o i problemi conseguenti ai loro colpi di genio.
Ogni episodio inizia con l’indicazione dell’ambientazione temporale (ora e giorno della settimana) di quanto sta per accadere e sono orari spesso non rotondi, ancora una volta simbolo di come quello che si sta per vedere sia la normalità nelle periferie delle città dell’emisfero occidentale. Da qui segue una scenetta che cala subito lo spettatore nell’atmosfera della serie, in quanto troviamo spesso i ragazzi a discutere, consciamente o inconsciamente, di temi scottanti della società di oggi, come neonazismo, aborto, matrimoni gay, e tanto altro, e a tirare fuori dalle loro menti il meglio di quello che il popolo di istruzione medio-bassa può pensare in merito. Si arriva quindi ad una sentenza che spiazza tutti i personaggi, fuorché l’autore della stessa, e pubblico. Dal seguente silenzio attonito parte la sigla, vera e propria denuncia alla televisione concepita come fascio di programmi ideati da benpensanti per un pubblico di altrettanto benpensanti. In un’atmosfera da operetta con tanto di sinfonia classicheggiante, sfilano i luoghi turistici di Philadelphia corredati dai titoli di testa scritti nel corsivo dei biglietti da visita. Insomma, dietro un velo di musica classica e di riccioli rococò, che il pubblico medio ama guardare c’è il mondo vero costituito da esseri come Dennis, Charlie, Mac, Frank e Deandra e da situazioni come quelle che vivono e che rivelano la bassezza economica ed etica delle realtà nascoste di città vivibili e ricche.
Naturalmente qui in Italia, la serie ha provato a prendere piede, ma è stata disertata da emittenti più importanti e dal pubblico stesso, più avvezzo a vedere come brillanti avvocatesse scoprono il vero assassino di un complicato caso, o un simpatico prete dà la mano ai Carabinieri, o amici e, più spesso, medici si rincorrono in trame e sottotrame talmente complicate da far invidia a Menandro e anche sulla rete le puntate sono pressoché impossibili da trovare. Dobbiamo capire che giocare sui luoghi comuni, a patto che si rimanga sulla soglia dello scherzo, ci fa allontanare dal razzismo, ci fa capire quale sia la vera realtà che si nasconde dietro al velo di ipocrisia, falsa felicità e paillettes che le serie tv, anche in questi tempi di crisi, non rinunciano a sbatterci in faccia, consapevoli del fatto che rifugiandosi nelle loro storie a lieto fine, condite da battute politically correct il pubblico riesca a dimenticarsi di come è la realtà che vive tutti i giorni. Insomma, questa serie con la leggerezza di un programma comico ci cala nei vicoli del quartiere di periferia che vediamo come tanto lontano e che invece è a soli due incroci da noi. Facendoci ridere (non ha nulla del talk show che tra politici ed economisti in sala trasmette servizi di imprenditori disperati in piazza), questa serie ci fa riflettere, ci fa comprendere che non c’è sempre il sole a Philadelphia, a Roma, a Frascati.


 Ludovico Oddi

martedì 17 dicembre 2013

Torneo di calcetto 2013-2014: Cronaca calcistica del 17/12/13

Signori miei, il mio è un lavoro duro. Ma qualcuno lo deve pur fare, e quel qualcuno SONO IO!
La fame mi attanaglia lo stomaco, il sole mi acceca e l’emicrania mi sta segando la testa, ma io, imperterrito ed imperturbato, non mi faccio sottomettere e proseguo nella mia professione di cronista sportivo. Sono veramente stoico. Così come sono stoici i giocatori della partita di oggi:- Sparagna, Rocchi, Giampietro, Corrado, Vincenzi- Pellegrini, Ranaldi, Magretti, Forti, Moro
Per rendere questa cronacha più originale, chiamerò per tutto il testo la palla con il nome di “pluffa”. D’altronde siamo tutti cresciuti con Harry Potter…
Sparagna è vestito con dei calzoncini verdi fluorescenti. Non ho capito se si voleva vestire come Calderoli o se voleva ottenere un impiego come insegna al neon…La pluffa viene liberata e inizia la partita.
I giocatori del Major Rally provano subito a segnare, ma Forti riesce a parare. Il problema è che lo fa con il naso, cosa che lo intontisce per qualche secondo. Tempo sufficiente per permettere a Giampietro di segnare. La situazione è di 1-0.
Sparagna corre dietro alla pluffa, ma inciampa e comincia a gattonare per tutto il campo. Dopo essersi rialzato, prova a segnare, ma manca la porta per un millimetro. Non sto esagerando: ho controllato personalmente. Un millimetro. Dopo di lui, ci prova anche Vincenzi, ma prende in pieno la traversa. Il momento di gloria è di Moro, che elude le difese di Rocchi, e riesce a segnare. La situazione è di 1-1.Anche Ranaldi, assistito da Magretti, prova a segnare, ma fallisce. Pellegrini, dal canto suo, tenta di fare del suo meglio, ma prende in pieno la traversa. Corrado si riappropria della pluffa, ma Ranaldi lo fa inciampare (involontariamente, beninteso).Magretti è tuttaltro che contento dei fallimenti dei suoi compagni, e qui diventa UNA BESTIA! Tira e segna. Portando la situazione a 2-1.
Pellegrini, soddisfatto del successo, tira la pluffa in testa a Giampietro. E lui non fa una piega. Non fate domande, vi prego.Rocchi comincia a correre dietro alla pluffa, ma si ferma improvvisamente, vittima probabilmente di un colpo della strega. Bello, guarda che la festa più vicina è il Natale, mica l’Epifania…Superato il dolore alla schiena, Rocchi riesce a segnare. La situazione è di 2-2.
Magretti prova a colpire la pluffa, ma la manca a tira un forte calcio all’aria. Ecco perché mi fischiavano le orecchie. Rocchi prova a segnare, ma prende in pieno il palo. Tuttavia la pluffa riesce comunque ad entrare in porta. La situazione è di 3-2.Anche Sparagna prova a segnare, ma perde una scarpa, ed è Magretti, approfittando della distruzione dell’avversario, a segnare, facendo tornare la situazione in parità, 3-3.
Anche Moro prova a segnare, ma tira (male) e, disperato, urla (male). Approfittando del fatto che Moro si è messo ad insultare tutti i santi d’Irlanda, Vincenzi si appropria della pluffa e segna. La situazione è di 4-3. Rocchi sorprende tutti (in particolare il sottoscritto) e compie di nuovo lo stesso miracolo compiuto prima: manda la pluffa in porta dopo aver colpito il palo. La situazione è di 5-3.Il Major Rally si accanisce sulla porta avversaria e Ranaldi riesce a parare con un gioco di piedi degno di Fred Astaire, ma alla fine Vincenzi riesce ad eludere le sue difese. Cazzo, che sfiga. La situazione è di 6-3.
Dopo pochi minuti di avanti e indietro da parte della pluffa, finisce il primo tempo. E c’è chi vuole subito far sentire la sua voce.“Abbiamo visto lungo a prendere Vincenzi.” (Sparagna)“Dedico i 3 gol a Giulia Adami, che mi è venuta ad assistere dicendo che segnavo.” (Rocchi)
La partita riprende, ma riprende in modo veramente monotono. Per secondi che mi sono parsi INTERMINABILI, la pluffa non fa che andare avanti e indietro per il campo. Sparagna afferma che questa è una tattica per mantenere così il risultato della sua squadra. Meno male che il nostro Lord Crasto mi ha abbassato il livello della noia offrendomi una fetta di pizza coi funghi.
Sparagna prova a segnare, ma Moro para con un colpo di tacco. Moro fa il tragico errore di gioire prima del tempo, e Sparagna, approfittando del fatto che Moro si è allontanato dalla porta, segna. La situazione è di 7-3.Moro non sopporta l’oltraggio subito, si incazza come una iena, e segna. E segna solo perché la porta avversaria era vuota. La situazione è di 7-4.Vincenzi, una volta che la pluffa è tornata in campo, tira da una metà del campo, e la pluffa finisce proprio nell’altra metà del campo, per l’esattezza DRITTA DRITTA IN PORTA! La situazione è di 8-4.Rocchi si raccomanda con i suoi compagni di squadra di marcare Magretti. Ma, ahimé, nessuno gli dà retta, e Magretti riesce a segnare. La situazione è di 8-5.
Assistito da Corrado, Giampietro prova a segnare, ma non ce la fa. Anche Moro prova a segnare, e anche lui fallisce, ostentando tutta la sua disperazione con un “PORCA TROIA!!!” che si è sentito persino a Firenze (ve lo dico perché questo pomeriggio mi ha telefonato mio nonno dicendomi di aver sentito mentre pranzava un “PORCA TROIA!!!” venire dritto dal sud).Moro si arrabbia, e pure tanto. Questo non giustifica però lo sgambetto che fa a Corrado. Questi lo rimprovera molto rudemente. E ha ragione: non si fanno gli sgambetti.Il narcisista Pellegrini ci riprova, e stavolta riesce a segnare. La situazione è di 8-6.La pluffa torna in campo, ma colpisce Vincenzi dritto dritto sulla nuca, recidendogli l’ipotalamo (come minimo). Giampietro dalla metà del campo riesce CLAMOROSAMENTE a segnare! MITICO! (cit. Homer Simpson). La situazione è di 9-6.
Sparagna prova a segnare con una mezza rovesciata, ma il sole gli impedisce di vedere la pluffa, e la liscia che è una bellezza. La pluffa è vicino alla porta di Moro, e questi resta vittima di uno scontro frontale tra Rocchi e Magretti. Manco a Coney Island si vedono degli scontri simili. Moro, vittima dello scontro, è sostituito in porta da Forti. Sparagna corre incontro al nuovo portiere e gli urla in faccia. Credo che Forti abbia visto maschere di Halloween più spaventose…Pellegrini tira forte, ma forte forte forte. Tanto forte che non riesce a segnare. Non è una lezione difficile da imparare, e infatti il nostro narcisista la impara. Tira più piano e segna. La situazione è di 9-7.
Moro si avvinghia a Vincenzi: fallo! Sparagna è incaricato di fare un calcio di rigore: lo fa, ma sbaglia. E sbaglia pure male…Il vero successo è infatti di Rocchi, che, con un assist di Sparagna, riesce a segnare.E la situazione finisce così: 10-7.E anche questa partita è finita. E ci sono sempre delle dichiarazioni da registrare:“Tremino Giammarioli e Taraborelli… Stiamo arrivando!” (Sparagna)“Ci dessero a tavolino anche la prossima.” (Rocchi)
Anche oggi ho fatto il mio lavoro, e il Maestro se ne torna a casa, soddisfatto e felice. Che sport. Uno sport che dà soddisfazioni anche a chi non lo pratica. Devi essere bravo per giocare a calcio: il calcio è uno sport di corpo. Poi se perdi le parti del corpo sono cazzi tuoi.Alla prossima! 



Alessio Caprara

martedì 10 dicembre 2013

"Il Cicerone c'è!" Occupazione 4-8/12/13

6/12/2013
Terzo giorno di un'occupazione che al Cicerone non si vedeva da dieci anni.
Le motivazioni purtroppo sono sempre quelle: l'ingiustizia di una legge di stabilità che troppo ha tolto per poter ridare in così minima parte, la continua mortificazione e penalizzazione di una scuola pubblica che del tutto pubblica quasi non è più e soprattutto i continui tagli a quelle università che saranno il futuro di molti di noi.
Non è la rassegnazione per un futuro sempre più spesso compromesso però, ciò che si nota entrando dalle scale antincendio del secondo piano del liceo classico frascatano.
L'organizzazione sta progredendo giorno dopo giorno: l'“occupoint” all'ingresso ed il servizio d'entrata, i volenterosi ragazzi del servizio d'ordine dotati di cartellino, le accurate piante dell'edificio che forniscono tutte le dovute indicazioni anche se sappiamo bene quanto difficile sia perdersi all'interno della nostra scuola a misura di studente, il guardaroba e la dispensa ed i cartelli alle entrate delle aule che contrassegnano i corsi contribuiscono a dimostrare l'accuratezza dell'allestimento di un'autogestione completamente ciceroniana.
C'è chi viene e chi va, quelli che frequentano corsi la mattina e quelli che invece restano per rassettare il pomeriggio. Ci sono i temerari che dormono nell'edificio e quelli che, pronti, tornano a scuola ogni mattina anche solo per dare una mano.
Molti vecchi ciceroniani tornano a vedere come procede, con un po' di nostalgia nei confronti dei tempi andati o più semplicemente orgogliosi dell'occupazione intelligente che il liceo sta riuscendo a portare avanti.
Le critiche non mancano ma si va avanti, migliorandosi con quelle costruttive ed ignorando quelle gratuite.
Affrontando i problemi si cresce insieme, come stiamo facendo noi.
In questi giorni persone che non si erano mai parlate prima hanno avuto modo di farlo: nessuna differenza fra i “grandi” del triennio, i “piccoli” del biennio, i classicisti e i ragazzi del linguistico.
Ci si aiuta come si può e si sta insieme come fratelli e sorelle, a detta dei nostri invidiabili rappresentanti. Chi ha bisogno di una mano nel verniciare trova subito dei volenterosi, lo stesso per fare le pulizie e se cercate qualcosa non esitate a chiedere ad uno degli addetti all'ordine: si farà in quattro pur avendo altro da fare!
Per usare parole che ho sentito dire oggi, il Cicerone sta diventando una collettività unita e coesa che collabora per rendere al meglio in una situazione che di semplice ha davvero poco.
Un riconoscimento ad ognuno di noi per quello che abbiamo fatto in questi tre giorni e per quello che sono certa faremo anche nei prossimi.
Il Cicerone c'è ed è più forte che mai perché è a tutti gli effetti una grande famiglia!



Claudia Cesarini